Regione. I deputati Lo Giudice e Fava chiedono le dimissione del governatore

Palermo – Colpo di scena nella votazione avvenuta ieri all’Ars per la scelta dei delegati regionali per l’elezione del presidente della Repubblica. Il voto ha messo in evidenza la frattura all’interno del centrodestra siciliano. Il governatore Musumeci, pronto a ricandidarsi nel prossimo autunno, ha ottenuto 15 voti in meno del presidente dell’Ars Miccichè ed è arrivato ultimo dopo Nunzio Di Paola del M5s, votato dalle opposizioni e da alcuni deputati del centrodestra della maggioranza di governo. “Ho provato tanta amarezza – ha concluso il suo commento post votazione il presidente Musumeci-. Sono convinto che bisogna abbandonarli per strada questi disertori, ricattatori che operano con la complicità del voto segreto. Io ho le mani libere. Restiamo a lavorare e restiamo a lavorare proprio perché non voglio sopravvivere nel palazzo ma perché ho un rapporto con la gente”. Controbattono gli avversari politici. Claudio Fava, Presidente della Commissione Regionale Antimafia: “A prescindere dalle decisioni che il Presidente prenderà nelle prossime ore, il voto di stasera certifica che Musumeci non ha più alcuna maggioranza. Ne prenda atto, quantomeno per salvaguardare la dignità della funzione che rappresenta. Nei prossimi mesi, per le scelte che la attendono, la Sicilia avrà bisogno di un governo autorevole, legittimato da una solida maggioranza. È chiaro che quel governo non potrà essere guidato da Musumeci. Le sue dimissioni rappresenterebbero oggi un atto di decenza e di rispetto per le sorti della Sicilia.” Seguono le dichiarazioni di Danilo Lo Giudice, deputato regionale di Sicilia Vera e presidente del gruppo Misto all’ARS: “Le parole del presidente Musumeci, successive all’elezione dei grandi elettori della Sicilia, sono oltremodo offensive per tutto il Parlamento e per i suoi componenti che, piaccia o no, sono stati democraticamente eletti e rappresentano il popolo siciliano. Se vuole proprio essere concreto nel dare una mano alla Sicilia, il Presidente prenda atto di non essere più gradito non solo all’interno del parlamento, ma anche alla stragrande maggioranza dei siciliani e rassegni le dimissioni. Dispiace che in un momento così delicato di pandemia e con i contagi alle stelle, il Presidente della Regione invece di offrire soluzioni ci costringa a discutere di tematiche che sono ben lontane dagli interessi della Sicilia e dei Siciliani. Poiché non faccio parte della maggioranza, non credo che il Presidente Musumeci annoverasse il sottoscritto tra coloro che potevano designarlo quale grande elettore per la Sicilia; tale scelta non è determinata né da “questione di igiene” come lo stesso Presidente perché il sottoscritto non ha mai chiesto nulla di quei sottoboschi governativi, dove di certo risiedono figure ben vicine allo stesso Presidente che oggi si scopre novello della politica. Musumeci abbia il coraggio di fare nomi e cognomi, di dire quali sono state queste richieste irricevibili e, se è il caso, si rivolga agli organi competenti.”

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