Marco Rocca, presidente provinciale Avis

Messina – «Esattamente 25 anni fa, grazie all’attuale vicepresidente dell’Avis comunale di Capo d’Orlando – sottolinea Marco Rocca – ho cominciato a donare. In qualità di presidente provinciale il mio impegno sarà indirizzato a raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza nell’approvvigionamento di sacche di sangue. Ancora oggi, a livello regionale e nazionale, ci sono territori in cui si dona di più e altri in cronica carenza. Nel Messinese, dove operano 19 Avis comunali e possiamo contare su più di 8 mila donatori, ad oggi mancano all’appello circa 3000 sacche di sangue per essere autosufficienti e rispondere ai bisogni di ospedali e sale operatorie. È questo l’obiettivo verso cui tendere, provando ad implementare il numero di Avis comunali ma anche dei donatori. Insieme a Marco Rocca sono stati eletti nel Consiglio direttivo dell’Avis provinciale: Agatino Di Blasi (Avis Alì Terme), Giovanni Garufi Visalli e Basilio Buttà (Avis Messina), Francesco Urdì (Avis Milazzo), Antonino di Blasi (Avis Falcone), Claudio Biviano Natoli (Avis Lipari), Maria Josè Mensa (Avis Sant’Angelo di Brolo), Rosaria Di Pietro (Avis Mistretta), a cui si aggiungono Patrizia Cascio (Avis Alì Terme), Marco Crisafulli (Avis Falcone) e Maurizio Crisafulli (Avis Messina) quali componenti del collegio dei revisori dei conti. In linea con l’estate scorsa, oggi la tendenza delle donazioni continua ad essere positivo – aggiunge il neo presidente dell’Avis provinciale – grazie all’impegno di tutti i donatori che si sono impegnati in piena emergenza Covid, quando sembrava assolutamente impossibile raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Invece, non solo gli abitanti della città metropolitana di Messina hanno continuato a donare ma soprattutto stiamo vedendo che molti giovani si stanno avvicinando alla donazione. Un esempio? Quest’anno siamo stati invitati direttamente dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “F.P. Merendino” di Capo d’Orlando a parlare di donazione, a ulteriore dimostrazione di come l’esigenza di saperne di più e poter dare il proprio contributo parta direttamente dai ragazzi”.

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