Primo dpcm di Draghi, cautela per le varianti.

Il provvedimento è stato approvato nella serata di ieri dal premier e introduce diverse novità, a partire dalla stretta sulle scuole nelle zone più colpite. Decade, invece, il divieto di asporto per i bar a partire dalle 18, ma il presidente Anci Antonio Decaro protesta: “Così si favoriscono gli assembramenti nei luoghi della movida e nei pressi di bar e locali frequentati per lo più dai ragazzi”.

Gli istituti di ogni ordine e grado saranno obbligati a passare alla didattica a distanza nelle zone rosse e nelle aree del Paese dove l’incidenza dei contagi supera quota 250 ogni 100mila abitanti. Il primo dpcm firmato da Mario Draghi, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, prevede che nelle zone rosse, resteranno chiusi i parrucchieri, barbieri e centri estetici. Proprio come avvenuto nel lockdown nazionale della scorsa primavera. In generale restano confermati il sistema a colori, il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino e, fino al 27 marzo, lo stop agli spostamenti tra Regioni. Viene istituito, infine, un tavolo di confronto tra ministero, Iss, Comitato tecnico scientifico e Regioni con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

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